5.53
Esprimo l’uguaglianza dell’oggetto mediante l’uguaglianza del segno, e non con l’aiuto di un segno di uguaglianza. [Ed esprimo] la diversità degli oggetti mediante la diversità dei segni.
Continua
- 5.531 Non scrivo dunque «*f* (*a*, *b*) . *a* = *b*», ma «*f* (*a*, *a*)» (o «*f* (*b*, *b*)»). E non…
- 5.532 E analogamente: non «(∃*x*, *y*) . *f* (*x*, *y*) . *x* = *y*», ma «(∃*x*) . *f* (*x*, *x*)»; e non…
- 5.533 Il segno di uguaglianza dunque non è una parte costitutiva essenziale dell'ideografia.
- 5.534 E ora vediamo che pseudo-proposizioni come «*a* = *a*», «*a* = *b* . *b* = *c*. ⊃ *a* = *c*»,…
- 5.535 Con ciò si risolvono anche tutti i problemi che erano collegati a queste pseudo-proposizioni.